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Vip e pubblicità sui social: scatta l’ allarme dell’Antitrust

Selfie pubblicati sui social network che contengono espliciti riferimenti a prodotti commerciali: i Vips nel mirino

La pubblicità ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi famosi, i cosiddetti influencer, che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti. Per questo urge anche un nuovo quadro normativo che regoli la pubblicità realizzata sui social network.

A finire nel mirino dell’associazione nazionale consumatori che ha presentato pure un esposto all’ Antitrust, sono stati numerosissimi personaggi famosi, tra i quali Belen, Fedez, Anna Tatangelo, Melissa Satta, colpevoli, secondo la stessa, di aver pubblicato foto e video su popolari piattaforme social, con marchi e prodotti commerciali in bella vista, senza però dare indicazioni esplicite circa la presunta natura pubblicitaria del post. Un nuovo modello di business dunque, dove una celebrity che si fotografa (o si lascia immortalare) mentre beve una famosa bevanda o indossa un capo d’abbigliamento firmato e poi pubblica l’immagine sui social network, può guadagnare anche 100mila euro.

Sì per un solo scatto postato soprattutto su Instagram perché è il social dove è più facile avere engagement e misurarlo. Un mercato aperto, in cui è difficile stabilire un cachè preciso. Un business che cozza però in Italia con le disposizioni normative in materia di pubblicità. Da un lato della rete, infatti, ci sono le sponsorizzazioni (di contenuti testuali, video, ma anche di link o pagine aziendali) dichiarate anche se non del tutto controllate, Poi c’è l’advertising che non si dice, ma si fa. Il potere di vigilanza e sanzionatorio, stabilito dalla Direttiva Servizi e media audiovisivi, si applica solo agli editori e alla televisione, e social network, e il web in generale, non essendo considerati editori, sono fuori dal nostro controllo. E visto che delle regole ben precise non ci sono ancora, tutte le volte che guardate quelle bellissime foto dove vengono “taggate” marche di prodotti, ricordate: un vostro sguardo vale milioni di euro.

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