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Donne e uomini al volante: televisione, pregiudizi e realtà

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, si sta spegnando la eco attorno alla lista mostrata su Rai Uno nel corso di “Parliamone Sabato” sul perché andrebbero preferite le donne dell’est. Il programma è stato chiuso immediatamente ma le discussioni sono continuate, sia in TV sia nei salotti e nelle cucine degli italiani.

Quello sulle donne dell’est è un tipico esempio di pregiudizio. Un altro pregiudizio è quello secondo cui le donne non sarebbero capaci di guidare. Il funzionamento è uguale: si afferma con convinzione qualcosa di cui non si hanno le prove e questo qualcosa si radica talmente tanto da dare vita a un luogo comune utilizzato ovunque. Chi di voi non ha mai sentito (o detto) “Donna al volante, pericolo costante”?

L’infografica “Uomini e donne al volante. Tutta la verità”, realizzata da automobile.it, prova a sfatare il pregiudizio e a fare una fotografia più rispondente alla realtà. Secondo i dati raccolti dal sito specializzato in compravendita di auto usate, le donne guidano poco meno degli uomini: in media coprono 10.600 chilometri in un anno contro gli 11.500 degli uomini; sono circa 3 chilometri in meno al giorno. È vero, invece, che fanno più incidenti anche se la differenza è piuttosto contenuta.

Sono diverse, invece, le idee in fatto di auto. Da questo punto di vista le donne si confermano più pragmatiche: impiegano il 10% circa del tempo in meno a scegliere un’auto, soprattutto se usata, e concentrano la propria attenzione su city car, come Smart e Mini. Gli uomini? Sognano Ferrari, BMW e Porsche.

Quali sono quindi le ragioni alla base del pregiudizio? L’infografica di automobile.it ne individua qualcuna: innanzitutto le donne sono considerate incapaci di prestare la corretta manutenzione al proprio veicolo; sono inoltre considerate insicure dal 50% degli intervistati e distratte alla guida da un buon 35%. In entrambi i casi, non ci sono dati a sostegno di questi pregiudizi che, in quanto tali, vanno affrontati. Come fare? A tal proposito, le donne si dividono in due grandi gruppi: il 45% si dice convinto che l’unica cosa da fare sia lasciar perdere mentre un altro 45% pensa che sia necessario dimostrarsi migliori degli uomini. Il restante 10% è su posizioni molto più drastiche e ritiene che si debba impedire agli uomini di guidare (8%) oppure diffondere su di loro lo stesso pregiudizio (2%).

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