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Turismo e tecnologia, le nuove frontiere delle start up

Più attenzione alle opportunità di investimento, più canali tecnologici e più fondi destinati alle imprese più  innovative. Per le startup operanti negli Stati Uniti, così come per quelle di oltreoceano del vecchio continente, lo scenario degli investimenti in tecnologia e viaggi è altamente promettete. La fiducia, nel caso dei nuovi capitani d’impresa americani, è giustificata dal fatto che, mediamente, un terzo delle aziende hi-tech da loro fondate o gestite ha chiuso l’ anno appena trascorso, con ricavi ben più corposi di quelli preventivati. La stessa sensazione è condivisa dagli startupper europei, dove la stragrande maggioranza (l’88% degli intervistati da Atomico) si dice sicuro che il 2017 sarà un anno positivo per l’ecosistema delle nuove imprese e oltre il 70% conferma una fiducia crescente negli avventori esteri come prima fonte di finanziamento.

Lo stato di salute dell’hi-tech, a livello di startup, è dunque più che buono e lo provano diversi indicatori. Gli investimenti nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’Internet of things, della realtà virtuale e dell’hardware di nuova generazione sono saliti negli ultimi due anni, nella sola Europa, a 2,3 miliardi di dollari. Allo stesso modo crescono le acquisizioni fra Vecchio Continente e Stati Uniti: dal 2011 ad oggi, le scalate di società tecnologiche europee ad opera delle multinazionali statunitensi ( Microsoft, Facebook, Apple) hanno superato la cinquantina. Stando ai dati diffusi dalla società indiana di ricerca Tracxn, inoltre, nel vecchio continente le start up più attive sono quelle operanti proprio nell’ online retail e nell’ e – travel, per le quali sono stati destinati rispettivamente  661 e 522 milioni di dollari. Il volume complessivo di finanziamenti erogati da venture capital in Europa è salito dunque oltre quota 18,5 miliardi, con potenti margini di miglioramento.

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Nella classifica generale, dominata dalla Francia davanti al Regno Unito e un’Italia al dodicesimo posto, le aziende del software sono le più rappresentate (271 su 500) mentre la percentuale di crescita cumulativa più alta è appannaggio dei settori hardware (962%), media (644%) e clean technology (471%). Tra i nomi  che hanno segnato i maggiori ricavi annuali, a chiusura del 2016, spiccano infatti di nomi di Beintoo (specializzata in servizi di mobile data, entrata nel ranking al 45esimo posto), Marketing Arena (digital marketing, al 90esimo) e Caffeina (digital creative agency, al  92esimo). E ancora, Afinna One, FiloBlu, MotorK Italia, Sardex, EiS, 01s e Crestoptics. Start up che hanno segnato incrementi a tre cifre, che dunque hanno oltre a questo cose se non bastasse, il pregio di aver saputo cogliere e cavalcare l’ onda positiva di settori che continuano a volare alto.

 

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