Newly appointed Ministers of Italian government (from top left 2nd row) Health Minister Beatrice Lorenzin, Cultural Heritage and Activities Minister Dario Francescini, Education and Research Minister Valeria Fedeli, Labour and Social Policy Minister Giuliano Poletti and Environment Minister Gian Luca Galletti, Agriculture Policies Minister Maurizio Martina, Economic Development Minister Carlo Calenda, Economy and Finance Minister Pier Carlo Padoan, (1st row from left) Defense Minister Roberta Pinotti, Justice Minister Andrea Orlando, Interior Minister Marco Minniti and Foreign Affairs Minister Angelino Alfano, Italy's President Sergio Mattarella, Italy's Prime Minister Paolo Gentiloni, Sports Minister Luca Lotti, Minister to territorial cohesion Claudio De Vincenti, Minister for Regional Affairs and Local Autonomies Enrico Costa, Public Administration and Simplification Minister Marianna Madia and Minister for Relations with the Parliament Anna Finocchiaro pose for a family photo after the swearing in ceremony of the new government on December 12, 2016 at the Quirinale presidential Palace in Rome. Italy's premier-designate Paolo Gentiloni raced to put together a cabinet team today as the market welcomed the apparent rapid resolution of the country's political and banking crises. Gentiloni, 62, was asked by President Sergio Mattarella on December 11, 2016 to form a new centre-left government that will guide Italy to elections due by February 2018, following the resignation of outgoing Prime Minister Matteo Renzi. / AFP / Andreas SOLARO (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
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Politica, la classifica dei più ricchi

Chi governa l’Italia parla spesso e volentieri di crisi, tagli e tasse, ma gli stipendi di senatori, ministri e parlamentari sono davvero da capogiro. Una classifica importante, pubblicata dal sito www.parlamento.it al termine della tornata di dichiarazioni patrimoniali di senatori e deputati della diciassettesima legislatura e di tutta la macchina di governo di Matteo Renzi prima e di Paolo Gentiloni poi.

Il conto in banca più sostanzioso è quello di Valeria Fedeli, ministro dell’Istruzioni che ha dichiarato oltre 180mila euro, mentre il suo collega più “povero”, il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, ha guadagnato nell’anno “appena” 46.750 euro. Alle spalle della Fedeli si “difende” bene Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali che si avvicina ai 150mila euro annui, mentre la virtuale medaglia di bronzo va ad Anna Finocchiaro, ministra dei Rapporti con il Parlamento con un reddito imponibile di 144.853 euro.

Numeri alla mano, solo 3 ministri superano abbondantemente i 470mila euro di reddito, ma la prosecuzione dell’analisi dei costi dei politici prosegue su versanti ancor più gravi. Sono infatti cinque i ministri che hanno dichiarato più di 100mila euro: Enrico Costa, che coordina gli affari regionali, Graziano Delrio, ministro dei Trasporti, Giuliano Poletti, a capo del Ministero del Lavoro, Angelino Alfano, ministro degli esteri e Carlo Calenda, a capo del Ministero per lo sviluppo economico.

Non se la passano male neppure l’attuale Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il premier uscente Matteo Renzi. Il primo ha dichiarato poco meno di 110 mila euro, il secondo guadagna meno del 2015, ma comunque porta a casa un reddito a 6 cifre. Guardando alle due Camere, lo stipendio più alto è quello del presidente del Senato Pietro Grasso, che nel 2016 ha dichiarato oltre 340mila euro, mentre Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, ha ammontato un imponibile di poco inferiore ai 150mila euro.

Stipendi e dichiarazioni faraoniche anche per i capogruppo di Camera e Senato. Tra i deputati, “vince” Giovanni Monchiero di Civici e Innovatori, seguito da Renato Brunetta di Forza Italia e da Pino Pisicchio del gruppo misto. Al Senato, il paperone è Karl Zeller, presidente del gruppo per le autonomie, che incassa oltre 400mila euro, e tiene a debita distanza Mario Ferrara di Gal e Paolo Romani di Forza Italia.

Se a queste cifre si aggiungono gli stipendi di deputati, senatori e senatori a vita, si può notare la portata della macchina politico-amministrativa dell’Italia. In una delle nazioni con il numero più alto di politici del governo centrale, gli unici a non risentire della crisi sono – probabilmente – coloro che quotidianamente popolano le cosiddette stanze dei bottoni.

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